Le criptovalute fanno paura alle banche?

Dopo l’ ingresso favorevole nella Borsa di Chicago il valore delle criptovalute e del bitcoin è leggermente sceso ma la loro scalata verso il successo non si arresta.

Da quando negli ultimi anni la criptovaluta è diventata oggetto di attenzione da parte di molti, gli investitori, inizialmente scettici, hanno man mano mostrato sempre più fiducia in questa nuova forma di investimento. Negli ultimi mesi c’ è stata una corsa per l’ acquisto di moneta virtuale, soprattutto di bitcoin, che ha fatto notevolmente salire il loro prezzo iniziale.

Nonostante il suo andamento variabile sul mercato la criptovaluta continua a riscuotere consensi favorevoli presso gli investitori.

Sul sito

www.cripto-valuta.net è possibile trovare numerosi articoli aggiornati sull’argomento.

Come funzionano le criptovalute

Le criptovalute sono, come suggerisce il nome, monete digitali che non hanno un corrispettivo cartaceo e la loro immissione sul mercato non è regolata dalle banche centrali. Quindi la loro liquidità non è determinata da iniziative politico-monetario ma da meccanismi di pura natura tecnica.

Sono monete libere ed indipendenti ma sottoposte ad un rigido sistema di controllo delle transazioni. Purtroppo questo controllo ne limita la velocità nelle attività di pagamento a differenza della circolazione più rapidità delle carte di credito, perciò, per adesso, sono considerate solo come bene su cui investire.

Blockchain e Wallet

Le criptovalute si basano su un sistema di codici crittografati che garantiscono elevati livelli di sicurezza dati, protetti da una Blockchain che crea un registro contabile pubblico delle varie transazioni.

La Blockchain non è altro che una lista di blocchi collegati e tutelato da codici crittografati, che permette di creare un registro delle operazioni. La registrazione di dati in un blocco non può essere cambiata senza la conseguente modifica dei blocchi successivi. Il sistema della Blockchain si basa su una rete peer-to-peer dove più utenti aderiscono ad un protocollo per la convalida di nuovi blocchi.

Per conservare criptovalute l’utente deve aprire online un wallet,portafoglio, su un sito di exchanger. Un wallet non è altro che una raccolta di chiavi virtuali e private per poter accedere al proprio conto in criptovalute e per questo è fondmentale conservare sempre un backup dei dati.

Cosa ne pensano le banche

Al momento non esiste una normativa che regoli le criptovalute perciò il loro andameto sul mercato è volatile. In merito alla moneta virtuale si sono espressi sia a favore che contro i più grandi leader della finanza e della politica.

Eugene Etsebeth, ex banchiere centrale della South African Reserve Bank profetizza che nel 2018 le banche vedranno crescere il potere della moneta virtuale fino a diventare la più grande valuta internazionale dalla capitalizzazione di mercato.

Peter Smith, cofondatore e CEO, (Chief Executive Officer), di Blockchain, afferma che le banche compreranno bitcoin per incrementare le loro riserve oltre a quelle, in oro e altre valute cartacee, che già posseggono.

Mario Draghi, presidente della BCE, (Banca Centrale Europea),al contrario, è scettico sull’utilizzo della moneta virtuale e paventa i rischi legati all’alta volatilità della criptovaluta e all’assenza di un regolamento che stabilisca dei punti fermi. Draghi reputa la criptovaluta come una reale minaccia per la politica monetaria e la stabilità finanziaria.

Ewald Nowotny, membro del consiglio direttivo della BCE e banchiere centrale austriaco, e Bruno Le Maire, Ministro delle Finanze francesi, considerano la criptovaluta un mero strumento per finanziare attività illecite come il riciclaggio e l’acquisto di armi.

Anche il Presidente Francese Macron si è espresso in merito ed è sua intenzione fermare l’attenzione del G20 su questa nuova moneta sottolineando i rischi che ad essa sono legati, soprattutto quelli di natura terroristica.

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