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IL TERRITORIO E LA SUA STORIA

Dagli antichi Sabini alla nascita della Provincia di Rieti nel 1927. La storia di una terra arricchita dalle diverse culture che l’hanno abitata.
Rieti - Palazzo Papale
I primi insediamenti umani nel territorio sabino risalgono al Paleolitico. Resti archeologici delle ere preistoriche costellano l’intera provincia, come i ripostigli di Piediluco-Contigliano, che hanno restituito bronzi di origine cipriota ed egea.
 
La storia di queste terre si lega indissolubilmente ai Sabini, popolo proveniente dall’area del Gran Sasso e insediatosi nelle valli del Velino e del Tevere.
Protagonisti di miti e leggende, dal ratto delle Sabine all’origine sabina dei primi re di Roma, i Sabini sono oggi oggetto di una fervida riscoperta, legata a scavi archeologici e mostre.

L’area del Cicolano nel primo millennio a.C. fu, invece, regno incontrastato degli Equi, popolo fiero e bellicoso che, nel 494 a.C., giunse a insidiare la stessa Roma.

Il 290 a.C. fu la fine di un’epoca. In quell’anno i romani conquistarono l’intero territorio, determinando una radicale trasformazione sociale, economica e delle forme insediative. La bonifica della piana reatina attraverso lo scavo di un canale alle Marmore, conferma la fama dei Romani come inarrivabili ingegneri. Dal II sec. a.C. la Sabina si popolò di grandi ville rustiche, centri di produzione agricola quasi di livello “industriale”. Alcuni di questi insediamenti hanno lasciato un’impronta indelebile nel territorio, come le cosiddette ville di Vespasiano e Tito.
 
Già dal II sec. d.C. si preparava una nuova svolta epocale: la cristianizzazione della Sabina, con il nascere delle diocesi di Cures Sabini, di Forum Novum e Reate, tra V e VI sec.
 
Procedendo nei secoli medioevali l’area reatina vide numerose invasioni. Divenne prima parte del Ducato Longobardo di Spoleto, subì poi le devastazioni dei Saraceni. Numerosi centri, tra cui l’Abbazia di Farfa e la stessa Rieti furono presi e saccheggiati; i Saraceni si stanziaro nel Cicolano, prima di venire sconfitti dalle truppe locali (915 circa). Pochi anni dopo, nel 942, la zona fu teatro delle scorribande degli Ungari.
 
Ben prima delle invasioni si assistette alla diffusione del monachesimo, che, nei secoli centrali del Medioevo, fu per queste terre baluardo di cultura e di ripresa economica e demografica. La presenza delle abbazie di Farfa e di San Salvatore Maggiore, segnò profondamente la storia del territorio.
 
Nel 1140-1141 si hanno le prime testimonianze di istituzioni comunali. Passò poco tempo e, nel 1143, Rieti dovette subire una nuova invasione: i Normanni la cinsero d’assedio e l’incendiarono. La diocesi divenne la vera istituzione aggregante dei reatini, tanto che nel 1198 papa Innocenzo III pose queste zone sotto il diretto controllo delle Stato della Chiesa. Ne scaturì un XIII sec. di straordinaria fioritura per Rieti: espansione della cinta muraria, costruzione di edifici civili e religiosi e l’insediamento degli Ordini Mendicanti.
Nel frattempo la parte di territorio sotto il diretto dominio angioino diveniva florida e vedeva lo sviluppo d’importanti comuni: Cittaducale, fondata nel 1309 dagli angioini stessi, Leonessa, Accumuli, Antrodoco, Amatrice e Cittareale fondata nel 1329 da Roberto d’Angiò. In Sabina imposero il loro dominio le famiglie baronali romane: gli Orsini, i Sant’Eustachio, i Savelli. Il XIV sec. vide il territorio dilaniato dagli scontri tra guelfi e ghibellini, dai quali Rieti riuscì ad uscire grazie a una solida signoria, ad eccezione del breve governo degli Alfani.
 
In età moderna in Sabina si consolidarono i domini delle grandi famiglie, agli Orsini, ai Savelli e ai Colonna si aggiunsero i Barberini e i Borghese. La piana reatina fu, invece, impegnata da grandi lavori di bonifica, condotti dai massimi architetti dell’epoca: nel 1545 fu la volta del Sangallo seguito, sul finire del secolo, da Giovanni Fontana.
 
Alla fine del Settecento la Sabina era una delle aree più povere dello Stato Pontificio, vide passare la breve e intensa stagione napoleonica, per tornare con la Restaurazione alla Chiesa. Con l’Unità d’Italia, Rieti e la Sabina furono incluse nella Provincia di Perugia; le nuove istituzioni unitarie si radicarono nel territorio che, però, non riuscì a superare la condizione di marginalità economica. Nel Cicolano esplosero episodi di brigantaggio, comuni a quelli del Sud Italia.
 
Nel 1927 aree dalla storia spesso divergente, dalla conformazione territoriale diversissima furono riunite a formare la Provincia di Rieti, che oggi è arricchita e resa unica proprio da questa diversità.
 
Per ritrovare sul territorio i segni di questa storia millenaria fatti guidare dai nostri itinerari attraverso il Territorio e la sua storia, Luoghi sacri e religiosi e Rocche e castelli.
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