Scegliere a quale tasso accendere un Mutuo?

 

Quando decidiamo di acquistare un immobile per il quale si rende necessario chiedere un finanziamento ad un istituto bancario ci troviamo sempre di fronte al solito dilemma: conviene di più stipulare un mutuo a tasso fisso o variabile?

Entrambe le soluzioni presentano dei vantaggi e degli svantaggi; tutto però dipende da quello che sarà l’andamento nel corso degli anni dei vari indicatori economici, la cui previsione non è certo facile. Cerchiamo di analizzare tutte le variabili che entrano i  gioco quando ci si trova a scegliere un mutuo, tentando di arrivare ad una conclusione.

 

Cos’è il mutuo

Il mutuo, secondo la definizione del Codice Civile, è il contratto con il quale una parte detta mutuante consegna all’altra parte, definita mutuataria, una somma di denaro (o di beni fungibili) che il mutuatario si impegna a restituire.

Nella pratica quotidiana, il mutuo più diffuso è quello immobiliare collegato cioè alla compravendita di un appartamento o altro immobile; nel giorno dell’effettivo acquisto, si ritrovano compratore, venditore ed un funzionario bancario insieme al notaio che stipula due atti, uno di compravendita e l’altro di mutuo.

Quest’ultimo è corredato da una garanzia reale rappresentata dall’iscrizione di un’ipoteca sull’immobile oggetto della compravendita.

 

Tipologie di mutuo

Esistono diverse tipologie di mutuo fondamentalmente legate al tipo di tasso di interesse scelto. Prima di esaminarle nel dettaglio è opportuno dire anche che nella scelta del tipo di mutuo da sottoscrivere è opportuno valutare anche l’Indice Sintetico di Costo (ISC) cioè l’insieme di tutte le spese che saranno addebitate dalla banca.

 

Scegliere il Mutuo con il tasso migliore

 

 

  • Il tasso fisso è stabilito al momento dell’accensione del mutuo e comporta una rata più alta di quello variabile. La scelta per questo tipo di tasso è giustificabile laddove il livello dei tassi di interesse siano particolarmente bassi e permettono quindi di affrontare una rata più contenuta e che non varia per tutta la durata del mutuo. Quindi se da un lato abbiamo un costo più alto del finanziamento dall’altro abbiamo la certezza di quello che dobbiamo pagare.
  • Il tasso variabile invece l’importo della durata varia in relazione alle variazioni dell’indice preso a riferimento (solitamente il tasso Euribor a 1 o 3 mesi); da ciò ne deriva che l’importo della rata sarà più basso rispetto a quella del mutuo a tasso fisso ma subirà le variazioni in aumento o in diminuzione dell’indice di riferimento.

 

Possibile criterio di scelta del mutuo

Da quanto analizzato non è semplice scegliere il miglior mutuo, ma possiamo provare a trovare un criterio che possa aiutarci nell’effettuarla. Quando è possibile ottenere dei mutui che abbiano un tasso fisso prossimo al 5% allora conviene stipulare questo tipo di mutuo, questo perché a questi livelli di tasso la differenza economica tra tasso fisso e variabile si riduce talmente tanto che non vale la pena accollarsi il rischio del mutuo a tasso variabile.

Viceversa se i tassi fissi sono oltre il 5% allora converrà ricorrere al tasso variabile in quanto difficilmente questo subirà variazioni molto rapide nel corso del tempo.

Ovviamente nella scelta dovrà anche essere tenuto in debita considerazione il valore del tasso euribor del momento. Se è molto basso mancano realmente le possibilità di ulteriori riduzioni anzi vale la regola opposta. Si potrebbe eventualmente ricorrere a nuovi strumenti come il mutuo a rata costante o con tetto massimo di capitale da rimborsare.

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