Comunicazione strategica: come e perché pianificarla

Se sei in procinto di lanciare il tuo business, o se l’hai già fatto ma sei ancora agli inizi, avrai sicuramente tanti dubbi su quali siano le migliori strategie da mettere in campo in termini di comunicazione, oppure quali possono essere le decisioni e le azioni migliori per progettare il proprio business, o ancora come riuscire a posizionarti al vertice della tua nicchia di mercato.

La risposta a queste e tante altre domande risiede nella creazione di un piano di comunicazione strategica.

La comunicazione strategica è un processo che va pensato e messo in pratica nelle giuste tempistiche ma, soprattutto, a seguito di una preparazione adeguata tramite una consulenza per acquisire tecniche di comunicazione.

Sarà quest’ultima a fare la differenza in un mercato estremamente soggetto a continui cambiamenti, nel quale trasformare ogni investimento in profitto è un’azione molto delicata e non alla portata di tutti.

La comunicazione strategica si basa su un’analisi attenta dei processi comunicativi di un’azienda, in modo tale da comprendere la qualità dei propri investimenti in termini di tempo e denaro, per individuare e progettare tutto quello che c’è da cambiare per migliorare i profitti, minimizzando tempi e rischi.

Questo tipo di approccio è inoltre applicabile su qualsiasi contesto professionale, aziendale e individuale.

Vediamo ora nello specifico come è strutturato il processo di comunicazione strategica e cosa fare per realizzarlo.

Analisi SWOT e brand positioning: gli step fondamentali per il successo del tuo business

 

Mediante il processo di comunicazione strategica si analizzano i 4 settori fondamentali di qualsiasi impresa (produttiva, commerciale, legale e finanziaria), la costruzione del brand grazie al neuromarketing, la pianificazione del metodo per risultare primi nella propria nicchia e la progettazione del piano marketing.

Chiaramente, come affermato anche sopra, per strutturare un piano marketing e una comunicazione efficaci, è necessaria un’ampia preparazione che spazia tra vari concetti fondamentali, come i problemi, la nicchia, gli strumenti, la chiarezza, l’unicità.

Uno strumento di pianificazione per la comunicazione strategica largamente utilizzato è l’analisi SWOT.

SWOT è l’acronimo delle iniziali dei vari punti da analizzare in un progetto o in un’impresa:

  • la S di strengths – ovvero i punti di forza;
  • la W di weakness – le debolezze;
  • la O di opportunities – le opportunità;
  • la T di threats – le minacce.

Questo tipo di analisi, dunque, si concentra sia internamente con punti di forza e debolezza, che esternamente con minacce e opportunità.

L’analisi SWOT è uno step importantissimo per garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati nella pianificazione, nonostante presenti esso stesso alcuni lati negativi in cui si potrebbe incorrere, come quello di concentrarsi più sul compilamento delle liste che sulle azioni che cambieranno davvero in meglio l’azienda.

Il passaggio successivo all’analisi SWOT è quello del brand positioning, del predominio sulla nicchia di riferimento; ogni azienda, cioè, dovrebbe infatti aspirare ad avere un posto nella mente e nella vita dei propri clienti, solo così si diventerà leader del settore.

Tutto ciò è scientificamente provato da vari studi inerenti le discipline del Neuromarketing, della strategia d’impresa e delle strutture linguistiche del copywriting, e dello speech writing, che incentivano il desiderio di acquistare attraverso gli stimoli ricevuti dal cervello.

Il brand positioning ha origine da un’idea sviluppata sul luogo di lavoro, ma, in realtà, tutto si svolge nelle menti dei clienti, che si trovano a dover scegliere e decidere tra migliaia di marchi.

Il posizionamento si rivela efficace solo quando i consumatori sceglieranno il proprio brand, piuttosto che un altro della medesima nicchia.

Per far sì che ciò accada, è fondamentale curare l’immagine e la percezione che il pubblico può avere sull’azienda.

Non ci si può quindi limitare solo a lanciare un prodotto sul mercato, senza chiedersi se rispecchia effettivamente le esigenze dei clienti, ma si deve scavare in profondità nella mente e nei comportamenti del consumatore, per capire come rendersi più appetibili rispetto ai competitors.

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