Visitare Palermo in un giorno: il racconto del mio viaggio

Vado in vacanza a Palermo con il mio ragazzo per passare un giorno in questa terra a cui sono particolarmente legata. La mia cara mamma ha abitato a Palermo fino all’età di 20 anni. Io non ci sono mai stata ma ricordo bene gli aneddoti che ci ha raccontato. Stavo ad ascoltarla per ore rivivendo i luoghi, i profumi e le esperienze che visse lei stessa. Come avrete capito questo viaggio ha un sapore speciale, mi avvicina alla mia adorata mamma.

Come ci siamo organizzati

Io e Marco (il mio ragazzo) partiamo il sabato mattina, molto presto, in aereo. Arriviamo intorno alle 08:00 all’aeroporto di Palermo e subito prendiamo il taxi che ci porta al bed and breakfast che abbiamo prenotato per una notte. Il programma è di passare il sabato a Palermo per poi ripartire il giorno dopo alle ore 12:45. Abbiamo prenotato il volo di andata e ritorno tramite volagratis.com circa due mesi prima al costo complessivo di 44,00 € a testa, ottima cifra. Subito dopo abbiamo iniziato una ricerca su Google per trovare un b&b a Palermo nel centro storico. Il Giardino di Ballarò è il b&b che abbiamo scelto perchè, trovandosi in centro, riusciamo a visitare la città anche a piedi. Inoltre, dopo aver letto numerose recensioni su tripadvisor, ci ha dato l’impressione di essere pulito e confortevole, e in effetti non ci ha deluso.

L’arrivo a Palermo

Dall’aeroporto impieghiamo circa mezzora per arrivare al b&b il Giardino di Ballarò e, una volta vista la camera e posati i bagagli, ci accolgono con un’ottima colazione che comprende vari prodotti tipici del luogo. Prendiamo fiato e, con l’aiuto della ragazza del b&b, stiliamo il nostro itinerario per la giornata.

Si parte alla scoperta della città! Usciti dal b&b veniamo subito immersi in un’atmosfera tipica del sud, tra venditori ambulanti e le mamme chiamano i loro figli dal balcone di casa. I bambini che giocano per strada, mi sento subito immersa nell’ambiente rivivendo i racconti di mia madre, un’emozione immensa. Ci incamminiamo per raggiungere la Cattedrale, Palazzo dei Normanni, Porta nuova e via Vittorio Emanuele che si estende fino al mare. Inutile tentare di descrivere la bellezza architettonica di questi luoghi che sono la testimonianza della numerose dominazioni. Questa mescolanza di culture è molto presente anche nel dialetto parlato, nella cucina e nella cultura popolare in genere.

Nel pomeriggio

Alle 13:00 circa decidiamo che è ora di pranzare ed ecco che ci fermiamo nella Trattoria ai Cascinari. Ci accomodiamo e dopo un ottimo aperitivo con stuzzichini vari (tra cui i capperi di pantelleria e la caponata di melanzane, squisiti!) ordiniamo due spaghetti con vongole e una zuppa di pesce, da leccarsi i baffi!

Riprendiamo la nostra camminata scendendo verso il mare arrivando a Piazza Pretoria, un tripudio di statue barocche che circondano una splendida fontana. Continuiamo sino al Foro Italico, un immenso spazio verde a ridosso del mare. Ci dicono che spesso si svolgono concerti di tutti i tipi, purtroppo non oggi, non questa sera. Oltre alle famiglie vi sono numerosi studenti universitari, e infatti facciamo amicizia con un gruppo di ragazzi. Dopo aver parlato per qualche ora, ci invitano a unirsi a loro per un aperitivo in uno dei tanti bar.

La sera

Arrivato il momento di cena, i nostri nuovi amici, ci consigliano di cenare degustando alcuni prodotti dello street food. Non possiamo rifiutare! Allora andiamo in un piccolo ma storico locale chiamato Porta Carbone, ricordo che mia madre me ne parlò durante i suoi racconti. L’emozione è grande, ordiniamo diversi panini tra cui: il panino con la milza, con le panelle e con le crocchè. Inizio a gustare ogni singolo morso e sento di far parte di questa terra, è la prima volta che le mangio eppure è come se li avessi ritrovassi dopo tanto tempo.

Dopo aver goduto di queste delizie e aver ringraziato i nostri nuovi amici, io e Marco decidiamo d’incamminarci verso il centro. Risaliamo tra le stradine e i vicoli per arrivare in Vucciria, uno storico mercato popolare che di notte si trasforma in luogo di ritrovo per i giovani. Vi sono tanti piccoli locali dove è possibile prendere da bere e ascoltare della buona musica dal vivo. Passeggiamo e dalla Vucciria arriviamo in via dei Candelai e ci indirizziamo verso il Teatro Massimo che di notte è bellissimo! L’edificio è ben illuminato e la piazza è piena di vita. Sono quasi le 02:00 di notte e, prima di dirigerci verso il bed and breakfast, facciamo una sosta in uno dei bar notturni per mangiare un’ arancina al cioccolato, una vera ghiottoneria!

Ci incamminiamo verso il b&b e ci godiamo per l’ultima volta le luci e gli odori di questa splendida città. Forse sarò di parte ma Palermo mi è rimasta nel cuore. Sono contenta di aver vissuto, in qualche modo, le storie che mia madre mi raccontava, l’aver assaporato gli stessi piatti e visto gli stessi luoghi.

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