Mercati finanziari: come comportarsi ai tempi della crisi?

Investire, ai tempi della crisi, è un esercizio tutt’altro che semplice. Soprattutto quando, come sta avvenendo attualmente, la crisi non è riconducibile a motivi finanziari, ed è dunque molto complicato comprendere quanto essa sia profonda e si propagherà nel tempo. Queste incertezze caratterizzeranno, sicuramente, tutto il 2020, se non addirittura anche le annate seguenti. A chi, purtroppo, ha investito somme nei mesi precedenti all’esplosione della crisi, considerati i forti storni delle ultime settimane, è consigliato di attuare una posizione attendista, se non altro per non vendere a prezzi decisamente bassi.

Comprare, vendere o mediare: cosa consigliano gli esperti?

A quest’ultimi, tuttavia, alcuni trader consigliano di comprare, sia sul mercato azionario che obbligazionario, per andare a mediare le posizioni aperte. Un suggerimento che ha un senso logico a livello puramente matematico, ma che potrebbe rivelarsi non ottimale qualora la crisi prendesse un ulteriore piega negativa e i mercati, di conseguenza, dovessero ulteriormente scendere. Diverso, invece, è il discorso per coloro che dispongono di liquidi sul conto corrente e vorrebbero investire in questo momento: i prezzi, in tal senso, potrebbero risultare particolarmente invitanti. Tuttavia, l’approccio ai mercati, soprattutto quelli maggiormente rischiosi, deve essere molto prudente, cercando di prediligere le cosiddette operazioni “mordi e fuggi”, quelle che vengono effettuate dagli “shortisti”.

D’altro canto, la volatilità la farà da padrona anche nei prossimi mesi e la si può cavalcare solo adottando i giusti comportamenti, tenendo presente l’attuale contesto socio-economico nel quale viviamo. Affidarsi a dei veri professionisti del settore finanziario, come quelli suggeriti dal portale topbroker.it, potrebbe risultare particolarmente prezioso. Investire in rete è divenuta, ormai, la modalità preferita dagli investitori di tutto il mondo.

Specie in questo momento, in cui l’accesso alle filiali degli istituti di credito, complice l’emergenza sanitaria in corso, è contingentata e nella maggior parte dei casi impedisce, di fatto, di poter intrattenersi per un lungo periodo nelle stesse. Operare online, di conseguenza, è, attualmente, l’unico reale ed efficace modo per operare nei mercati e far apprendere, anche a coloro che non ne erano ancora a conoscenza, gli indubbi vantaggi che questo mondo, noto ai più col nome di trading online, è in grado di offrire.

Quali sono i settori maggiormente resilienti all’emergenza sanitaria?

I comparti interessanti dove allocare parte dei risparmi, d’altronde, non mancano di certo, nonostante la situazione economica sia tutt’altro che rosea. Quello farmaceutico, ad esempio, dovrebbe vedere lievitare i propri introiti, soprattutto per quelle aziende che fanno della ricerca scientifica e della produzione di vaccini il proprio marchio di fabbrica. Un altro settore resiliente alla crisi è indubbiamente quello della filiera agro-alimentare, che non conosce alcuna decelerazione neppure in questa fase controversa della storia.

Anzi, tendenzialmente vede aumentare i propri profitti, complice anche la corsa al cibo da parte della popolazione, intimorita, non a torto, dai possibili sviluppi negativi dell’emergenza sanitaria, che lascerà ovviamente strascichi in ambito economico e finanziario. Anche il settore delle telecomunicazioni dovrebbe vedere ampliare le proprie entrate: la maggior parte delle persone, infatti, nelle ultime settimane ha aumentato esponenzialmente l’accesso ai siti internet e, per ammazzare il tempo, passa gran parte del tempo davanti ad uno schermo.

La maggior parte degli esperti in ambito finanziario, però, invitano ad un approccio prudente, cercando di diversificare, innanzitutto, in termini di asset allocation. Il mondo obbligazionario, ad esempio, ha reagito positivamente alle misure straordinarie messe in campo da tutte le banche centrali del mondo, anche se bisogna valutare la resilienza di questo comparto nel medio periodo: un mancato accordo fra gli stati europei, ad esempio, potrebbe causare tensioni sugli spread, nonostante il bazooka da 750 miliardi sfoderato dalla Banca Centrale Europea. Oggi più che mai, di conseguenza, risulta decisamente importante diversificare, cercando di non concentrarsi troppo in un unico asset e investendo in diversi comparti e aree geografiche.

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