Strumenti metereologici: dalle stelle ai satelliti

Ogni giorno abbiamo a che fare, tramite le previsioni del tempo, con delle dimostrazioni di tecnologia che al nostro occhio poco esperto sfuggono. Per sapere in anticipo le condizioni meteo, infatti, vengono utilizzati dispositivi sempre più all’avanguardia e con una tecnologia elevatissima.
Basta prendere in esempio i classici satelliti, o i più recenti droni, per capire quanto lo sviluppo tecnologico abbia portato il campo delle previsioni meteo ad un livello elevato in termini di precisione.

Non è sempre stato così però, considerando che anni tali tecnologie non erano a disposizione dell’uomo.Come avvenivano, quindi, le previsioni meteo nel passato? Con quali strumenti?

L’antichità

Nell’antichità, le previsioni del tempo erano più che altro supposizioni, nate con comportamenti ciclici del tempo che davano agli antichi un’idea di come sarebbe stato il tempo in determinati periodi dell’anno.
Ad esempio, alcuni popoli come gli Egizi utilizzavano i moti delle stelle per capire quando ci sarebbero stati periodi di siccità o inondazioni. Le previsioni in base alle stagioni furono poi rese più semplici dalla creazione dei calendari, come quello gregoriano introdotto nel XVI secolo.

I primi strumenti

Tra i tanti strumenti antichi, la categoria principale è quella degli igrometri, che sfruttavano materiali che variano la propria forma in presenza d’acqua.
Esempio pratico è la spugna che, assorbendo l’acqua creata dall’umidità nell’aria, andava ad ingrossarsi.satelliti-meteo

Da lì nacquero poi diverse varianti, come l’igrometro di Bellani che, con un’asticella di legno presente all’interno, andava a soffermarsi su una scala per indicare come fosse il clima.
Variante dell’igrometro era lo psicrometro che, tramite l’utilizzo di due termometri con bulbi a differente temperatura a contatto con uno straccio bagnato: quando l’aria diventava secca, l’acqua dello straccio tendeva ad evaporare raffreddando il termometro.

Da lì in poi iniziarono le innovazioni, prima su tutte il termometro di Galileo Galilei che, tramite l’utilizzo del mercurio, indicava con precisione la temperatura dell’ambiente o dell’oggetto con cui veniva a contatto.

Strumenti specifici per le previsioni meteo

Per quanto gli antichi strumenti si rivelarono utili per le innovazioni a venire, altri furono gli strumenti che ebbero un uso specifico per le previsioni del tempo.
Uno molto famoso è il barometro, un marchingegno che tramite l’uso di una cassa metallica e di una molla riusciva a misurare la pressione atmosferica dell’aria, utile poi a prevedere lo stato climatico in un futuro vicino.

Dal barometro nacque il barografo che, sfruttando il già collaudato sistema di funzionamento del barometro, andava a integrare un pennino andando così a scrivere su carta l’andamento della pressione dell’aria.

Si utilizzava anche il pluviometro, un semplice strumento composto da un vaso cilindrico con una scala graduata che raccoglieva la pioggia caduta, riuscendo quindi a fare una stima della precipitazione per quanto riguarda la quantità.

Parlando di strumenti di misura meteo che hanno avuto uno sviluppo tale da essere tutt’ora utilizzati pienamente per le previsioni, non si può non citare l’anemometro.
L’anemometro era un dispositivo formato da una tavoletta mobile: in base a quanto forte fosse il vento, la tavoletta si inclinava e dava una stima dell’intensità di questo vento.
Negli anemometri moderni la tavoletta è stata sostituita da un filo di piombo, più funzionale e meno ingombrante.

Da lì in poi, con l’industria della tecnologia in pieno sviluppo, si ebbero strumenti come la radiosonda e i moderni satelliti, ma senza le basi date fin dai tempi degli antichi Egizi, probabilmente non ci ritroveremmo ad un punto di tale avanzamento per quanto riguarda le previsioni del tempo.

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